|
Luca Aquino
Lunaria
Emarcy, 2009
Autore Massimo Sannella (del 02/10/2009 alle 08:36:41)
Se con Sopra le nuvole aveva sorpreso tutti per quell’oscillazione di suono sinusoidale ben oltre gli standard codificati, il trentacinquenne trombettista sannita Luca Aquino in Lunaria fa la rivoluzione totale, unendo, strapazzando e rovesciando codicilli e teoremi anche facendo uso d’algoritmi elettronici. Narratore di grovigli stilistici e di correnti, l’artista ci porta al confine della rilettura di “grandi” e della spontaneità propria, ripassati al calor elettro, mischiati in un flusso sonoro di estrema incisività e piacevolezza, impreziosito – oltre che da succulenze del jazz internazionale – da arguti e piccanti momenti sperimentali.
Tra purezza e maestria, il disco è un magic box di iterazioni circolari, sfrangiate e insistite, poco incline all’ortodossia di genere, molto vicino alle irrequietezze Davisiane; e tra il meglio che la nuova tecnologia possa offrire per “far ed esplodere” suono – loop, drum’n’bass, stop tempo, beat jungle e quant’altro riporti feedback – Aquino ci accosta anche l’anima che, alternata ai passi felpati dello smooth e agli scat improvvisi di labbro, crea piccole enciclopedie di benessere. Gia con l’openeir di Jumpiering si tocca con l’udito il terreno sonoro cui si va incontro, un conturbante gioco spensierato di timbri e gradazioni brillantissime al limite dello stacchetto pubblicitario.
Ma ecco che poco dopo l’alito maestro di una parte del firmamento jazzy si fa avanti nei soffice slow di Ninna nanna per la piccola Sara, del contrabbassista elettro-acustico Marco Bardoscia Jr., nella sinfonia lunare A piccoli passi, costellata dall’arpeggiato acustico della chitarra di Giovanni Francesca che sposa mediterraneo e Methenynità. Il velluto damascato del lotto si accarezza con l’arrivo di Maria Pia De Vito e del trombettista texano Roy Hargrove in due rispettivi episodi, il primo nel tocco fulminante della rivisitazione del brano No Surprise dei Radiohead e nell’autoctona No casualties, dove le doti vocali dell’artista creano paradisi intoccabili, il secondo in cui il Maestro Hargrove ingaggia un insolito duello di trombe con Aquino Nuvola grigia, in un be bop e free style brillanti, da manuale.
Luca Aquino è un libro aperto di fiato e idee, un pilota di sonorità che non conosce freno, anche nel rispetto che tributa al Sommo Miles Davis nella sua calorosa deferenza reinterpretativa di una divina All Blues. Lunaria, veramente un bel sentire.
|